salta alla navigazione

Faremo una chiaccherata con i teorici Settembre 16, 2008

Inviato da Marco in : ATLAS, Divulgazione, Fisica, LHC, Nomadismo, Nuvole parlanti, Scienza e dintorni , 104 commenti

Il titolo del post è un puro pretesto. Nel caso ve lo foste perso, PhD ha appena pubblicato una serie di strisce sul CERN, LHC e ATLAS (Jorge è passato da Ginevra prima dell’estate, e lo abbiamo portato un po’ in giro) in cinque puntate: qui, qui, qui, qui e qui.

Per i lettori affamativi di notizie fresche e gossip: da ieri (e fino a domani) sono ad Amburgo per questo workshop. Siamo qui a discutere come raccogliere, ricostruire e calibrare i dati di elettroni e fotoni prodotti in ATLAS nel modo più efficiente non appena avremo le prime collisioni. Le quali potrebbero arrivare già verso la fine del mese (a 900 GeV, per i 10 TeV credo aspetteremo più o meno fino a Novembre). Cosa ci facciamo ad Amburgo proprio in questi giorni così concitati? Beh, in effetti la data del workshop è stata scelta tempo fa, quando non molti credevano che lo startup di LHC sarebbe andato così bene. Amen (beh, qualcuno è rimasto a casa a sorvegliare ATLAS e LHC di persona!).

A proposito di LHC: già nella giornata di venerdì abbiamo avuto il fascio 1 che ha circolato per 25 minuti di fila (compito a casa per gli amanti delle cifre: quanti giri dell’acceleratore fa un pacchetto di protoni in 25 minuti?). La notizia è interessante, perché se per far fare qualche giro di LHC (diciamo fino a una decina) ai protoni basta iniettarli e tenerli sulla giusta traiettoria, per insistere per un tempo più lungo è necessario “acchiapparli” con le camere a radiofrequenza (quelle responsabili dell’accelerazione) e cominciare a dare loro dei colpetti: a forza di girare infatti perdono energia e, anche senza volerli accelerare, qualche calcio è necessario solo per mantenerli alla velocità di crociera. Il fatto di essere riusciti in questo processo detto di RF-lock (”aggancio con la radiofrequenza”) é un bel passo avanti: si tratta del primo passaggio verso l’accelerazione. A margine: da lunedì abbiamo solo piccole prove tecniche di circolazione nei singoli settori, perché c’è un trasformatore in manutenzione al Punto 8. Il fascio dovrebbe tornare a fare giri completi da domani.

Ah, e io devo parlare al workshop dopo la pausa caffè. Sparisco.

Cosa succederà domani (a LHC)? Settembre 9, 2008

Inviato da Marco in : ATLAS, Fisica, Scienza e dintorni , 10 commenti

La giornata inizia presto. Se siete interessati i webcast per seguire le operazioni in diretta partono alle 9. Tra e 9 e le 9:30 il capo progetto di LHC Lyn Evans e il direttore del CERN Robert Aymar faranno un discorso di introduzione. Dopodiché si vocifera che Aymar schiaccerà un grosso bottone installato per l’occasione nel Globo, mentre giornalisti di circa 250 tra giornali e televisioni di tutto il mondo scatteranno foto e faranno domande. Con tutta probabilità, il primo fascio circolerà intorno alle 9:30 del mattino, ora di Ginevra.

Cosa succede nell’acceleratore? Il programma di domani prevede la circolazione di un fascio singolo prima in un senso, poi nell’altro. Si comincia con il fascio “1″ in senso orario, poi con il “2″ in senso antiorario. Per noi di ATLAS non cambia molto: siamo egualmente distanti da entrambi i punti di iniezione…

L’energia del fascio sarà quella fornita dall’SPS (l’ultimo della serie di iniettori che preparano i fasci per LHC), ovvero 450 GeV: LHC non accelererà ma si limiterà a mantenere il fascio sulla giusta rotta. In parole povere, si tratterà di un test di “tenuta di strada”. Per evitare ogni tipo di problema, il fascio sarà composto da un pacchetto singolo di circa 10^9 protoni: normalmente avremo circa 2800 pacchetti di 10^11 protoni di 7 TeV che circolano. Il macchinisti vogliono essere sicuri di saper ben guidare il fascio prima di aumentarne energia e intensità: in caso dovessero perderlo per strada, non dovrebbe danneggiare nessun pezzo dell’acceleratore.

E dunque? Dal punto di vista della fisica, i rivelatori saranno quasi del tutto accessi (terremo spenta la parte centrale, il tracciatore, per evitare brutti incidenti in caso il fascio derappi un po’) e prenderanno dati. Cosa vedremo? Siccome non ci saranno collisioni, quello che tutti si aspettano sono al limite eventi che in gergo chiamiamo “beam-gas”, ovvero la collisione fortuita dei protoni con qualche molecola di gas residua sfuggita al vuoto spinto di LHC. Di solito li si vede sempre all’accensione di un acceleratore, e sono utili per verificare che tutto sia correttamente sincronizzato.

Noi fisici che facciamo? Dipende. Gli esperti saranno tappati nell Control Room a verificare che tutto vada per il verso giusto, o davanti a un terminale (come il sottoscritto) a sorvegliare il flusso dei dati e il processamento. In pressoché ogni sala riunioni del CERN saranno proiettate in diretta le varie tappe dell’accensione: proverò a riportare in diretta.

E i buchi neri? Anche se una collisione a 14 TeV dovesse produrre un buco nero maligno (e non lo farà, state tranquilli, è una bufala alimentata dalle ricorrenti paure millenariste), per la fine del mondo dovremmo aspettare 2 o 3 mesi. Le previsioni infatti ci dicono che ci vorranno almeno 2 settimane per avere le prime collisioni con i fasci non accelerati (cioé a 450 GeV), e quelle le facciamo da 20 anni senza catastrofi, per cui non mi preoccuperei. Da li alle collisioni a 10 TeV (5 TeV da una parte e 5 dall’altra, per quest’anno niente fasci a 7 TeV) si prevedono almeno 2 mesi. I paranoici dovranno aspettare almeno fino a Novembre almeno per tirare un respiro di sollievo.

Ci siamo… Agosto 29, 2008

Inviato da Marco in : ATLAS, Fisica , commenti chiusi

Ci siamo. Da oggi ATLAS entra in modalità 24/7, ovvero in presa dati continua giorno e notte. L’annuncio ufficiale è appena arrivato, insieme con i nuovi orari dei turni (i famosi shift):

Day shift: 7 am to 3 pm
Eve shift: 3 pm to 11 pm
Night shift: 11 pm to  7 am

Sta iniziando a salirmi una certa ansia, se penso a tutto quello che dobbiamo (devo!) ancora fare. Aiuto.