LHC: mettiamo le cose in chiaro 3 Settembre 2008

Inserito da Marco in : Divulgazione, Fisica, Scienza e dintorni , 17 commenti

Va bene, va bene, prima che lo spazio dei commenti di questo blog sia invaso dai millenaristi che temono i buchi neri prodotti da LHC, ecco un post veloce veloce per chiarificare la questione.

LHC: chi ha paura di cosa? Come accennavo qualche tempo fa, un paio di loschi figuri hanno fatto fatto causa al CERN presso il tribunale delle Hawai, sostenendo che LHC non andrebbe messo in funzione perché potenzialmente pericoloso: potrebbe produrre piccoli buchi neri o materia strana che in un attimo assorbirebbe la Terra (o il Sistema Solare, o tutto l’Universo). La cosa si è ripetuta di recente pure in Europa: qualche giorno fa una causa simile è stata intentata presso la Corte Europea dei Diritti Umani, e per fortuna prontamente rigettata. Secondo i giornali dietro a queste iniziative ci sono sedicenti “gruppi di ricercatori”, anche se scavando un po’ di solito si scopre che questi personaggi hanno ben poco a che fare con la fisica delle particelle: per esempio, del duo hawaiano sappiamo che è formato da una parte da un “botanico/studente di legge/biologo/insegnante di scuola superiore” (sic!), dall’altra dal suo “amico hawaiano” (senza ulteriori qualifiche). Mi sembra legittimo dubitare della loro reale comprensione della questione. Ma veniamo all’oggetto del contendere…

Quanto alta è la nostra “alta energia”? Mi spiace per i millenaristi, ma gli scenari che li preoccupano non sono nemmeno vagamente realistici. Tra le altre, ci sono due ragioni semplici per stare tranquilli. Primo, da queste parti parliamo sempre di collisioni ad “alta energia”, perché in effetti si tratterà delle collisioni di particelle più energetiche tra quelle mai prodotte in un laboratorio. Epperò si tratta sempre di una misura relativa: l’energia delle particelle che viaggeranno e si scontreranno in LHC è molto concentrata (tanta energia in oggetti mooolto leggeri). Portata su una scala comprensibile ai più, si tratterà comunque di un’energia paragonabile a quella di una zanzara in volo. Qualcuno si preoccupa della possibile creazione di un buco nero nello scontro tra due zanzare? Secondo, se da una parte si tratta delle collisioni di particelle più energetiche tra quelle mai prodotte in un laboratorio, dall’altra collisioni di energia simile e ben maggiore avvengono normalmente nell’universo, generate dei raggi cosmici. In ogni secondo avvengono in natura in tutto l’universo circa 10 miliardi di collisioni simili a quelle che LHC riprodurrà in laboratorio: il fatto che l’universo sia ancora intero contraddice ogni scenario catastrofico.

Ma se non sapete che cosa aspettarvi, non avete paura che LHC possa produrre (draghi, varchi dimensionali verso Xen, torte al cioccolato avvelenate, …)? Normalmente l’ultimo ragionamento del paragrafo precedente avrebbe dovuto calmare gli ardori anche dei catastrofisti più incalliti, eppure c’è sempre qualcuno che insiste con l’argomento “probabilistico”: siccome non potete provare che lo scenario X è impossibile, la misura di cautela migliore rimane comunque non accendere la macchina. Di solito non serve a nulla spiegare la teoria della probabilità con i numeri (se un evento è molto improbabile, ovvero ha una probabilità il cui inverso è superiore all’età dell’universo, pur rimanendo formalmente “improbabile” nella pratica è impossibile. Citando a caso, il decadimento dei protone, per esempio), per cui non rimane che il ragionamento per assurdo. Potremmo dunque dire che è piuttosto improbabile - ma comunque non possiamo provare che sia impossibile! - che nel giro di qualche anno una razza di alieni molto avanzata tecnologicamente faccia visita alla Terra e, vedendo che non abbiamo ancora scoperto il bosone di Higgs, ci consideri così inferiori da decidere di vaporizzare il pianeta o schiavizzarci tutti. Come minima misura di cautela, è bene che LHC parta il più presto possibile, e che una barca di nuovi fondi sia destinata ad assumere un sacco di nuovi fisici per migliorare la nostra conoscenza del mondo più in fretta. Convinti? :-P (quest’ultima idea non è mia, ma non riesco a ritrovare l’autore originale).

Più seriamente. Leggetevi almeno questo. Se poi avete voglia, anche la versione completa in inglese, con le figure. E per i più volenterosi, magari date pure un’occhiata a questo, perlomeno per capire che ci abbiamo pensato parecchio. Poi al limite ne parliamo.

Ci siamo… 29 Agosto 2008

Inserito da Marco in : ATLAS, Fisica , commenti chiusi

Ci siamo. Da oggi ATLAS entra in modalità 24/7, ovvero in presa dati continua giorno e notte. L’annuncio ufficiale è appena arrivato, insieme con i nuovi orari dei turni (i famosi shift):

Day shift: 7 am to 3 pm
Eve shift: 3 pm to 11 pm
Night shift: 11 pm to  7 am

Sta iniziando a salirmi una certa ansia, se penso a tutto quello che dobbiamo (devo!) ancora fare. Aiuto.

Rientro e aggiornamenti al volo 28 Agosto 2008

Inserito da Marco in : Fisica, Nomadismo , 2 commenti

Uff, eccomi di nuovo qui di fronte allo schermo di un computer. Dall’ultima volta sono passate tre lunghissime settimane, piacevolmente spese al caldo della Sicilia. Laggiù, nell’esatto ortocentro della Trinacria, i miei amici Pacio e Giusi sono convolati a giuste nozze; viva gli sposi! Dopo averli debitamente festeggiati ci siamo sollazzati al mare per altre due settimane. Ci volevano. Adesso, sufficientemente pieno di granite al caffè con panna, sono (quasi) pronto a riprendere il lavoro a pieno ritmo.

Nel frattempo, LHC ha fatto passi da gigante: sembra proprio che avremo il primo fascio il 10 settembre. E’ una data attendibile? Direi di si, tenendo conto che l’ultimo test di sincronizzazione fatto domenica scorsa sembra essere andato bene. Per gli affamati di aggiornamenti costanti, ecco il countdown ufficiale.

Dal canto nostro, direi che siamo abbastanza pronti: al rientro ho ritrovato ATLAS piuttosto in forma, persino i pezzi di elettronica che a inizio Agosto sembravano decisi a lasciarci hanno invece resistito bene i test con il campo magnetico attivato, grazie agli schermi costruiti e montati per l’occasione. Oserei persino dire che circola un vago ottimismo. Chissà… Per chi non ha avuto l’occasione di vedere il rivelatore di persona, ecco condensato in 5 minuti quello che per noi è durato 5 anni: la costruzione di ATLAS, in un film fatto incollando tutte le immagini prese dalla webcam nella caverna dall’inizio dei lavori. Giusto per dare un’idea…

LHC rap! (Yo!) 31 Luglio 2008

Inserito da Marco in : Comunicazione, Divulgazione, Fisica, Scienza e dintorni , aggiungi un commento

Geniale! (Scoperto un paio di giorni fa via Symmetry Breaking. L’autrice, Kate, si occupa di divulgazione scientifica in modo piuttosto interessante. Da qualche mese è una delle giornaliste che curano le e-news di ATLAS. Il rap su LHC l’ha fiondata fino sul NYTimes).

Soldi ben spesi, nessun dubbio 22 Luglio 2008

Inserito da Marco in : Vita di frontiera , aggiungi un commento

Ci sono almeno due ragioni per cui la manodopera in Svizzera costa più che altrove in Europa. E per cui si tratta comunque di soldi ben spesi. Primo, perché quando lasci l’auto al garage per la revisione dei 40mila chilometri, e domandi timidamente all’impiegato svizzero a cui hai appena lasciato le chiavi dov’è la fermata del pullman che ti porterà al CERN - che a causa dei lavori per il tram Meyrin è tutto un casino e non ti orienti più, lui ti sorride e ti risponde: “ma l’accompagno io con la sua auto, che intanto faccio il giro di prova e verifico le prime cose”. E ti porta fin sotto la porta dell’ufficio, sempre sorridendo amabilmente. Secondo, perché quando a fine giornata vai a riprendere la macchina lo stesso svizzerissimo tizio, dopo averti sciorinato le cosette di routine che ha fatto e per cui lo paghi, aggiunge serafico: “ah, e poi abbiamo anche pensato di lavare la macchina dentro e fuori, così è pronta per il weekend”. Soldi ben spesi, nessun dubbio.