17 marzo 2009
Fa
meno male. È una cosa che noi, ormai cinici e distaccati
“fuggitivi”,
amiamo ripetere spesso. Se possibile, fino alla nausea. Quasi a voler
convincere noi stessi, prima ancora che gli altri. Fa meno male,
diciamo, scambiandoci, sotto i baffi, un sorriso misto di sollievo ed
apprensione. Fa meno male. Perché l’Italia e
Torino non sono più il
nostro pane quotidiano. Fa meno male. Perché, volenti o
nolenti,
abbiamo preso le distanze e guardare le cose attraverso le lenti di un
binocolo, sia pur tecnologicamente potente, non è la stessa
cosa che
vederle sfilare sotto casa, dal balcone. E poi, tutto dipende da dove
scegli di puntare il binocolo. Fa meno male, perché
l’eco ...
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21 febbraio 2009
Michelle
ha gli occhi blu, i capelli biondi, una felpa verde e un viso da
ragazzina. Dopo aver cercato per un po’ tra la gente uno
sguardo su cui
posarsi, mi si avvicina e, senza chiedere niente, incomincia a parlare.
Sembra sia stata in silenzio per mesi. Michelle è inglese,
fa la
parrucchiera, ed è al primo piano del Cto, Reparto Terapia
Intensiva,
perché lì, da tre settimane, stanno cercando di
salvare il suo Paul.
Una settimana bianca a Clavière, il sole, due snowboard e
una capanna.
Poi la caduta. Emorragia cerebrale, coma e tutto il resto.
Forse, mi dice, a fine mese, Paul si stabilizzerà e
potranno rimpatriarlo. Forse, mi dice, a fine mese, ...
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21 febbraio 2009
Marco
è un fisico delle particelle. Si è laureato a
Torino e dottorato a
Milano. Per quattro anni ha fatto coraggiosamente parte
dell’esercito
di pendolari che dormono in Piemonte e lavorano in Lombardia. Da
borsista, gli affitti alle stelle della città da bere non
erano
un’opzione praticabile. Ogni tanto, per farsi un regalo, si
comprava
l’abbonamento all’Intercity e dormiva
mezz’ora di più. Un giorno l’ho
persuaso che se continuava così sarebbe morto giovane, e lui
ha annuito
in silenzio.
È partito tre anni fa. Adesso ha un ottimo
stipendio, lavora a 11
minuti dall’ufficio e recentemente gli hanno pure comprato un
portatile
nuovo. Ignora quanto durerà questa nuova, privilegiata vita
da
“cervello in fuga”, ma ...
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sabato 17 gennaio 2009
È
da quando sei arrivata che ti guardi intorno nella speranza di
individuarlo. Lo cerchi nel cibo, ogni volta che assaggi un nuovo
piatto. Nella lingua parlata, ogni volta che t’imbatti in una
nuova
espressione. Nei libri, in televisione, al supermercato. A volte arrivi
persino a dubitare della sua esistenza. Sai che è
estremamente
difficile ...
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lunedì 8 dicembre 2008
La televisione è, forse insieme alla radio, lo
strumento più semplice ed immediato che un immigrato ha a
disposizione per farsi un’idea del paese che lo ha accolto.
Lo zapping, in fondo, è un po’ come spiare dal
buco della serratura, intrufolarsi di soppiatto dalla veranda sul
retro, far capolino dalla porta d’ingresso socchiusa. Piaccia
...
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